di Mariarosa Greco

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Ashanti è un termine antico della lingua shannar che in italiano significa Iniziazione. È la parola che indica la vera nascita nel mondo reale.

Ogni nascita implica una morte: per entrare in qualcosa di nuovo, occorre lasciare ciò che eravamo un attimo prima. Questo è il senso profondo dell’iniziazione, il salire coscientemente sul treno dell’esistenza, che è sempre in movimento e trasformazione.

I riti di passaggio e la consapevolezza

Nell’arco della vita, l’essere umano attraversa molte iniziazioni. La prima è la nascita dal grembo materno. Poi ne seguono altre, inevitabili. E ogni passaggio porta con sé sofferenza se restiamo attaccati alla condizione precedente, solo perché conosciuta.

In alcune culture, ogni iniziazione è ancora celebrata come rito di passaggio: momenti che aiutano a vivere con maggiore consapevolezza le tappe evolutive dell’esistenza. Per chi pensa che la trasformazione richieda solo tempo e dolore, l’invito è a cambiare prospettiva: quando sei tu a scegliere e ad aprirti all’esistenza, tutto diventa diverso.

È la voce che afferma: “Io ci sono. Sono qui e voglio vivere ogni attimo. Dal respiro consapevole alla scoperta di come funziona il mio corpo e la mia mente. Dalla condivisione con altri esseri alla felicità di vivere il presente, unico momento reale.

Radici e cielo: la visione dell’Ashanti

Superare l’attaccamento non significa dimenticare le proprie radici. Al contrario: riconoscerle è essenziale, come per un albero. Ma se l’albero guardasse solo la terra, non scoprirebbe mai il cielo, il sole e la luna con cui è intimamente connesso.

Così è l’Ashanti nell’Istituzione Shan: vivere per scelta cosciente, attraverso un percorso fatto di sorprese, trasformazioni, purificazioni e tappe illuminanti.

Il movimento interiore risuona con il movimento del mare dell’esistenza. Con il tempo, ci si accorge che tutto è Uno e Uno è tutto. Non è una frase stereotipata, ma un’esperienza reale che nasce da ogni nuova iniziazione: una nascita che porta in sé anche la conoscenza della morte.

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